Medici senza LIBERTA’

Ai giorni nostri esercitare la professione di medico in scienza e coscienza, è diventato drammaticamente difficile. È vietato esprimere dubbi, è vietato consigliare ai pazienti di valutare con prudenza l’opportunità di sottoporsi a vaccinazione anticovid ed è vietato parlare ad alta voce di reazioni avverse al siero.

Sembra che negli ultimi mesi il comportamento dei medici e degli operatori sanitari sia tenuto sotto stretta osservazione da parte degli ordini professionali. Questi controlli hanno messo in luce dei comportamenti definiti “antiscientifici” perché contrari alla vaccinazione anticovid.

Gli ordini professionali chiedono il silenzio dei medici

Le Federazioni Nazionali degli Ordini delle Professioni Sanitarie e il Consiglio Nazionale degli Ordini degli Assistenti Sociali, hanno firmato congiuntamente una circolare in cui condannano i “comportamenti antiscientifici” di alcuni professionisti sanitari.

Di quali comportamenti si tratta esattamente? Questi medici avrebbero divulgato sui social network delle “ideologie antiscientifiche”, ignorando quelle che vengono definite “evidenze scientifiche” e senza una conoscenza adeguata dei fenomeni oggetto di tale divulgazione.

In pratica ai medici viene proibito di contestare le “evidenze scientifiche” e soprattutto viene proibito loro di farlo pubblicamente sui social network. Qualora un professionista sanitario avesse quindi dei legittimi dubbi in merito ai protocolli sanitari imposti dal Ministero della Salute, non potrebbe esprimere tali dubbi, perché il suo ordine professionale lo vieta.

Vogliono medici allineati e omertosi

Immaginiamo per un attimo un medico che presta servizio al pronto soccorso di un ospedale e che entra in contatto con 10, 100 o 1.000 pazienti affetti da problemi di salute sorti dopo l’inoculazione del vaccino anticovid.

Un medico che opera in scienza e coscienza, solleverebbe subito il dubbio in merito alla pericolosità dei sieri. Con tutta probabilità, cercherebbe anche il confronto con altri colleghi vicini e lontani, magari anche tramite i social network.

Purtroppo secondo gli ordini professionali, sollevare un dubbio equivale a contestare le “evidenze scientifiche”. Poco importa che i sieri siano pericolosi o meno per la salute pubblica. Chiunque osi mettere in discussione i sieri viene tacciato di comportamenti antiscientifici e di conseguenza deve essere imbavagliato.

Al contrario, gli ordini professionali ritengono che un medico sia un bravo medico solo nel momento in cui adotti comportamenti omertosi e perfettamente allineati con la narrazione ufficiale, secondo la quale il siero salvifico è cosa buona e giusta, sempre e comunque (anche se la realtà dei fatti è ben diversa).

La scienza medica è diventata un dogma

Oggi sembra che la scienza medica sia diventata un dogma assoluto e incontestabile. La narrazione ufficiale vuole che l’unico rimedio efficace per contrastare la pandemia sia il vaccino e tutti i professionisti sanitari (se non vogliono rischiare il posto di lavoro) devono ripetere a pappagallo il ritornello:

  • Il vaccino è il solo strumento valido per salvare la vita dei malati → vietato dire che le cure preliminari precoci sono efficaci;
  • Gli effetti collaterali sono rarissimi → vietato dire che con la farmacovigilanza passiva non è adeguata per rilevare la reale incidenza degli effetti avversi;
  • Il siero anticovid previene la forma grave della malattia e la morte → vietato dire che il siero potrebbe essere responsabile dell’enorme aumento di morti improvvise tra i giovani vaccinati;
  • Chi si vaccina protegge se stesso e gli altri → vietato dire che in terapia intensiva ci sono soprattutto vaccinati, contagiati da altri vaccinati.

Social network vietati solo per i medici non allineati

La circolare emanata degli ordini delle professioni sanitarie vuole essere un monito contro i disobbedienti. I medici che sollevano dubbi attraverso i social network devono essere molto scomodi agli ordini professionali, perché attraverso questi canali sono in grado di raggiungere il grande pubblico e raccontare cosa succede davvero negli ospedali.

Attraverso la loro divulgazione sui social, questi medici seminano il dubbio nella mente delle persone e le persone iniziano a pensare che forse questo siero non è poi così innocuo come dicono in TV. I medici disobbedienti sono come mine vaganti che vanno neutralizzate, perché possono condizionare l’opinione pubblica.

Oggi è quasi impossibile accendere la TV senza trovarsi di fronte il faccione di qualche virologo che promuove a spada tratta il siero salvifico. A dire il vero queste virostar sono molto attive anche sui social network, così che la propaganda sia ancora più capillare.

Quindi il divieto di fare divulgazione scientifica sui social non vale per tutti i medici, ma solo per quelli che non sono allineati con la narrazione ufficiale, perché solo in questo modo le persone dubbiose si convinceranno che tutti i medici sono favorevoli al vaccino.

Perché in fondo l’obiettivo della circolare è proprio questo: se nessun medico contesta il vaccino, ogni individuo si convincerà che dubitare del vaccino è da complottisti, così sarà più invogliato a farsi iniettare il siero.

Il bavaglio non basta: i medici disobbedienti vanno puniti

Come fare per censurare i medici che vogliono esprimere legittimamente i propri dubbi in merito ai sieri anticovid o ai protocolli del Ministero della Salute?

Secondo gli ordini professionali firmatari della circolare, i medici disobbedienti vanno puniti con rigore esemplare. Durante gli ultimi due anni è cresciuto in modo esponenziale il numero di professionisti sanitari sospesi, radiati e lasciati a casa senza stipendio, ma a quanto pare non basta.

Sono già oltre 1.200 i medici sospesi dagli ordini professionali, senza contare tutti gli operatori sanitari a cui è stata negata la possibilità di lavorare. Il guaio è che questi professionisti sanitari continuano a fare rumore nelle piazze, tra la gente e sui social network, ma gli ordini professionali non hanno ancora trovato un modo per farli tacere.

Valentina, attivista FTL